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	<description>Sistemi Filtro Fumo</description>
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	<title>QSlave</title>
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		<title>Modifiche al D.M. del 03/08/2015 &#8211; Nuovi approcci progettuali</title>
		<link>https://www.qslave.it/modifiche-dm-03082015-nuovi-approcci-progettuali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2020 09:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cenni generali sull'autoregolazione e chiarimenti funzionali-normativi alla luce del D.M. 03/08/2015 e della UNI EN 12101-6:2005<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/modifiche-dm-03082015-nuovi-approcci-progettuali/"><span>Read More</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/modifiche-dm-03082015-nuovi-approcci-progettuali/">Modifiche al D.M. del 03/08/2015 &#8211; Nuovi approcci progettuali</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12 vc_custom_1588672269844 vc_custom_1588672269844" ><section class="vc_cta3-container"><div class="vc_general vc_do_cta3 vc_cta3 vc_cta3-style-flat vc_cta3-shape-square vc_cta3-align-left vc_cta3-color-classic vc_cta3-icon-size-md vc_cta3-actions-right"><div class="vc_cta3_content-container"><div class="vc_cta3-content"><header class="vc_cta3-content-header"><h2>Scarica l'articolo in formato PDF</h2></header><p>FILTRI FUMO &#8211; Modifiche al D.M. del 03/08/2015 &#8211; Nuovi approcci progettuali</p>
</div><div class="vc_cta3-actions"><div class="vc_btn3-container vc_btn3-inline vc_do_btn" ><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-rounded vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-main-bg" href="https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2020/05/DOCUMENTO-FILTRI-DM-18-10-19-VER.01.pdf" title="" target="_blank" rel="nofollow">Scarica!</a></div></div></div></div></section></div></div></div></div><div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12 vc_custom_1588672269844 vc_custom_1588672269844" >
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			<h4>FILTRI FUMO &#8211; Modifiche al D.M. 03/08/2015 &#8211; Nuovi approcci progettuali</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>A seguito della modifica al D.M. 03/08/2015 entrata in vigore in data 20/11/2019 con il D.M. 18/10/2019, sono state introdotte importanti modifiche per quanto riguarda il Codice di Prevenzione Incendi.</p>
<p>La prima, sostanziale modifica risiede nella conclusione di quello che per anni è stato definito il “doppio binario”; nel mondo dei filtri fumo, questo si traduceva nella possibilità di scegliere se progettare un filtro a prova di fumo seguendo il D.M. 30/11/1983 o appunto il D.M. 03/08/2015. A questo importante concetto si lega l’estensione del campo di applicazione del Codice e l’introduzione del concetto di “intervento sull’esistente”; in caso di intervento sull’esistente si può mantenere come linea guida progettuale la regola tecnica applicata sul restante intervento, mantenendo quindi la possibilità, in alcuni casi, di poter procedere secondo il D.M. 30/11/1983. Riguardo questo scenario, è altresì da segnalare che non sarà più possibile “scindere” le parti della progettazione seguendo ora il Codice, ora la RTO, ma che bisognerà rimanere aderenti in tutte le parti della progettazione ai riferimenti normativi adottati fino a quel momento.</p>
<p>Per tutti i nuovi interventi andrà invece ad applicarsi obbligatoriamente (salvo campi di applicazione esclusi) il nuovo Codice di Prevenzione Incendi, che nello specifico dei filtri fumo presenta alcune interessantissime novità. Per comodità abbiamo estrapolato le definizioni di “<em>filtro</em>”, “<em>filtro a prova di fumo</em>” e “<em>compartimento a prova di fumo</em>” dal testo del Codice prima e dopo la modifica e le abbiamo riassunte nello specchietto a seguire:</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-6" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1588672469870" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: center;"><strong><em>D.M. 03/08/2015</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.3                               Compartimento a prova di fumo</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Per essere considerato a prova di fumo in caso di incendio che si sviluppi in compartimenti comunicanti, il compartimento deve essere realizzato in modo da garantire una delle seguenti misure antincendio aggiuntive verso i compartimenti comunicanti dai quali si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>il compartimento è dotato di un sistema di pressione differenziale progettato, installato e gestito secondo la regola dell’arte, in conformità alle norme adottate dall’ente di normazione nazionale;</li>
</ol>
<p><em>Nota L’elenco, non esaustivo, delle norme e documenti tecnici adottati dall’ente di normazione nazionale è reperibile nel paragrafo S.3.12</em><em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>i compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo sono dotati di SEFC che mantengono i fumi al di sopra dei varchi di comunicazione (Capitolo S.8);</li>
<li>il compartimento è dotato di SEFC, i compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo sono dotati di SEFC (Capitolo S.8);</li>
<li>il compartimento è separato da spazio scoperto dai compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo;</li>
<li>il compartimento è separato con filtro a prova di fumo dai compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo;</li>
<li>il compartimento è separato con altri compartimenti a prova di fumo dai compartimenti comunicanti di cui si vuole garantire la protezione dall’ingresso di fumo</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li>Nella tabella S.3-3 sono riportate alcune applicazioni delle misure antincendio previste dal comma 1.</li>
</ol>
<p><em>Nota Esempi di compartimento a prova di fumo sono: scala a prova di fumo, vano ascensore a prova di fumo,…</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.2                               Filtro</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il filtro è un compartimento antincendio avente:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>avente classe di resistenza al fuoco non inferiore a 30 minuti;</li>
<li>due o più porte almeno E 30-S<sub>a</sub> munite di congegni di auto chiusura;</li>
<li>carico di incendio specifico q<sub>f</sub> non superiore a 50 MJ/m<sup>2</sup>.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.3                               Filtro a prova di fumo</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il filtro a prova di fumo è un filtro con una delle seguenti caratteristiche aggiuntive:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>dotato di camino di ventilazione ai fini dello smaltimento dei fumi d’incendio, adeguatamente progettato e di sezione comunque non inferiore a 0,10 m<sup>2</sup>, sfociante al di sopra della copertura dell’opera da costruzione;</li>
<li>mantenuto in sovrappressione, ad almeno 30 Pa in condizioni di emergenza, da specifico sistema progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell’arte;</li>
</ol>
<p><em>Nota Il sistema di sovrappressione deve comunque consentire la facile apertura delle porte per le finalità d’esodo (capitolo S.4), nonché la loro completa auto chiusura in fase di attivazione dell’impianto</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>c. aerato direttamente verso l’esterno con aperture di superficie utile complessiva non inferiore a 1 m<sup>2</sup>. Tali aperture devono essere permanentemente aperte o dotate di chiusura facilmente apribile in caso d’incendio in modo automatico o manuale. È escluso l’impiego di condotti</p>

		</div>
	</div>
</div><div class="col-md-6" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element vc_custom_1588672463292" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p style="text-align: center;"><strong><em>D.M. 18/10/2019</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.3                               Compartimento a prova di fumo</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nota Nel compartimento a prova di fumo è impedito l’ingresso degli effluenti dell’incendio da compartimenti comunicanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Per essere considerato a prova di fumo in caso di incendio che si sviluppi in compartimenti comunicanti, il compartimento antincendio deve essere realizzato in modo da garantire la protezione dall’ingresso di fumo:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>il compartimento è dotato di un sistema di pressione differenziale progettato, installato e gestito secondo la norma UNI EN 12101-6;</li>
<li>i compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo sono dotati di SEFC che mantengono i fumi al di sopra dei varchi di comunicazione (capitolo S.8);</li>
<li>il compartimento è dotato di SEFC, i compartimenti comunicanti da cui dsi deve garantire la protezione dall’ingresso di fumo sono dotati di SEFC (capitolo S.8);</li>
<li>il compartimento è separato con spazio scoperto dai compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo;</li>
<li>il compartimento è separato con filtro a prova di fumo (paragrafo S.3.5.5.) dai compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo;</li>
<li>il compartimento è separato con altri compartimenti a prova di fumo dai compartimenti comunicanti da cui si intende garantire la protezione dall’ingresso di fumo.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nota Nella tabella S.3-5 sono riportate alcune applicazioni. Esempi di compartimento a prova di fumo sono: scala a prova di fumo, vano ascensore a prova di fumo…</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.4                               Filtro</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nota Nel filtro si ritiene improbabile l’innesco di un incendio ed è limitato l’ingresso di effluenti dell’incendio da compartimenti comunicanti. Nel filtro è generalmente ammessa la presenza di reception, portinerie, sale d’attesa, limitate apparecchiature elettriche, impianti tecnologici e di servizio ausiliari al funzionamento dell’attività,…</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Il filtro è un compartimento antincendio dotato di tutte le seguenti ulteriori caratteristiche:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>avente classe di resistenza al fuoco ≥ 30 minuti;</li>
<li>munito di due o più chiusure dei varchi almeno E 30-S<sub>a</sub>;</li>
<li>avente carico di incendio specifico q<sub>f</sub> ≤ 50 MJ/m<sup>2</sup>;</li>
<li>non vi si detengono o trattano sostanze o miscele pericolose</li>
<li>non vi si effettuano lavorazioni pericolose ai fini dell’incendio</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>S.3.5.5                               Filtro a prova di fumo</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Nota Per definizione, il filtro a prova di fumo è un filtro (paragrafo S.3.5.4), avente anche i requisiti di compartimento antincendio a prova di fumo (paragrafo S.3.5.3). Pertanto nel filtro a prova di fumo si ritiene improbabile l’innesco di un incendio ed è impedito l’ingresso di effluenti dell’incendio. Sono accettate anche le modalità realizzative tradizionali di cui al comma 1, perché si ritiene consentano il rapido smaltimento degli effluenti che eventualmente vi entrassero.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>Se monopiano e di ridotta superficie lorda, è ammesso realizzare il filtro a prova di fumo come filtro (paragrafo S.3.5.4), dotato di una delle seguenti ulteriori caratteristiche:</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li>mantenuto in sovrappressione ad almeno 30 Pa in condizioni di emergenza, da specifico sistema progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell’arte;</li>
</ol>
<p><em>Nota La norma UNI EN 12101-6 riporta un metodo generalmente accettato per progettare il sistema di sovrappressione del filtro a prova di fumo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<ol>
<li>dotato di camino per lo smaltimento dei fumi d’incendio e di ripresa d’aria dall’esterno, adeguatamente progettati e di sezione ≥ 0,10 m<sup>2</sup>;</li>
<li>aerato direttamente verso l’esterno con aperture di superficie utile complessiva ≥ 1 m<sup>2</sup>. Tali aperture devono essere permanentemente aperte o dotate di chiusure apribili in modo automatico in caso d’incendio. È escluso l’impiego di condotti.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>2. Per i varchi del filtro a prova di fumo è ammesso l’impiego di chiusure E 30.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong><u>FILTRI FUMO IN SOVRAPPRESSIONE &#8211; Introduzione della 12101-6:2005</u></strong></p>
<p>Confrontando le definizioni di cui sopra (nelle versioni precedente e successiva al D.M. 18/10/2019), le differenze sono sostanziali e riguardano principalmente l’introduzione della norma UNI EN 12101-6:2005, ignorata fino al recente aggiornamento normativo.</p>
<p><strong><u>Il compartimento a prova di fumo</u></strong></p>
<p>Possiamo leggere, in riferimento al “compartimento a prova di fumo”, che nella versione del 2015, al comma 1.a. il compartimento viene definito come realizzabile con un <em>“[…] sistema […] progettato, installato e gestito secondo la regola dell’arte, in conformità alle norme adottate dall’ente di normazione nazionale;”</em>. In questo paragrafo non si fa menzione della UNI EN 12101-6, nonostante fosse una norma già vecchia di un decennio, in quanto non recepita e non inserita all’interno della normazione nazionale in materia di filtri a prova di fumo. In questo senso, rimaneva quindi valida la progettazione secondo le norme nazionali ascrivibili, in buona sostanza, al D.M. 30/11/1983. A seguito dell’aggiornamento del 2019, il compartimento a prova di fumo viene definito come realizzabile con un <em>“[…] sistema […] progettato, installato e gestito secondo la norma UNI EN 12101-6;”</em> richiamando in modo inequivocabile la normativa europea e rendendola, di fatto, l’unico metodo accettabile di progettazione e realizzazione dell’impianto di sovrappressione. È da notare infatti che, mentre prima si rimandava genericamente al rispetto delle norme nazionali e al rispetto della regola dell’arte (che quindi poteva, nei casi più virtuosi, coincidere con alcuni dei punti della 12101-6), ora l’aderenza alla norma EN diventa prescrittivo e vincolante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><u>Il filtro a prova di fumo</u></strong></p>
<p>La definizione vera e propria di “filtro a prova di fumo” (da non confondere con il compartimento a prova di fumo) sembrerebbe invece non cambiare. Cambierà il paragrafo, ma la definizione per il filtro in sovrappressione per come lo conosciamo rimane la medesima, ossia “<em>[…] mantenuto in sovrappressione ad almeno 30 Pa in condizioni di emergenza, da specifico sistema progettato, realizzato e gestito secondo la regola dell’arte;</em>” Leggendo quanto in riferimento al “compartimento a prova di fumo”, inoltre, sembrerebbe di intravedere (nella ripetizione del riferimento alla regola dell’arte) un mancato riferimento alla UNI EN 12101-6. Un dubbio che viene fugato prima ancora del punto successivo, in quanto la nota di riferimento alla definizione di cui sopra cita la 12101-6 dicendo che “<em>[…] riporta un metodo generalmente accettato per progettare il sistema di sovrappressione del filtro a prova di fumo</em>”. Qualora questo potesse essere considerato un rimando puramente indicativo, anziché prescrittivo, il riferimento prescrittivo alla norma EN ci viene dato qualche riga prima, alla definizione stessa di “filtro a prova di fumo”, alla cui nota di spiegazione recita: “<em>Per definizione, il filtro a prova di fumo è un filtro (paragrafo S.3.5.4), avente anche i requisiti di compartimento antincendio a prova di fumo (paragrafo S.3.5.3) […]</em>”. Il rimando alla definizione di compartimento a prova di fumo lascia quindi spazio a poche interpretazioni, in quanto, come già illustrato nel precedente paragrafo, il compartimento a prova di fumo (e quindi, per definizione, lo stesso filtro a prova di fumo) richiede un “<em>[…] sistema […] progettato, installato e gestito secondo la norma UNI EN 12101-6;</em>”</p>
<p>È interessante inoltre come il concetto di “scala in sovrappressione” (che caratterizza la UNI EN 12101-6 e che è stata tra le principali concause del suo mancato recepimento) venga trasposto nella morfologia costruttiva tutta italiana del filtro fumi come lo conosciamo, attraverso l’utilizzo del termine “<em>monopiano</em>”. In questo modo, infatti, vengono assimilati i filtri fumo a “scale monopiano”, ossia “non-scale”. L’utilizzo del termine “<em>monopiano</em>”, quindi, rende i concetti espressi dalla norma applicabili anche al classico archetipo del filtro costituito da un piccolo locale compartimentato con due porte tagliafuoco.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-6" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p>Indicazioni costruttive di carattere generale</p>
<p>Superato il problema di carattere normativo, occorre quindi capire cosa cambierà nel concreto a livello di realizzazione dell’impianto di sovrappressione per locali filtro a prova di fumo. Estrapolando e applicando al contesto italiano i criteri della UNI EN 12101-6:2005, un locale filtro fumi dovrebbe essere così dotato:</p>
<p>&#8211;          Impianto di sovrappressione per filtri a prova di fumo progettato secondo la 12101-6 con funzione di autoregolazione, software scalabile con accesso tramite password, registro integrato delle manutenzioni e funzione di gestione delle manutenzioni e delle prove di sovrappressione;</p>
<p>&#8211;          Misuratore differenziale di pressione che dialoghi con l’impianto di sovrappressione al fine di garantire la corretta autoregolazione della portata della ventola dell’impianto;</p>
<p>&#8211;          Batterie a tampone separate dalla componentistica elettrica dell’impianto di sovrappressione;</p>
<p>&#8211;          Al fine di garantire la corretta richiusura automatica delle porte che si aprono verso l’esterno del locale filtro a prova di fumo, sarà necessario un sistema di richiusura per porte tagliafuoco di tipo QSLAVE®-SM o equivalente (requisito, in verità, già richiesto dal Codice nella release del 2015);</p>
<p>&#8211;          Al fine di garantire il rispetto del “velocity criteria” espresso nella UNI EN 12101-6, sarà necessario dotare l’impianto di una o più ventole supplementari, tali da garantire il requisito della velocità dell’aria in uscita dal locale filtro durante la fase di esodo, pari a Va=0,7 m/s; gli impianti filtri fumo attualmente disponibili sul mercato non hanno portate che eccedano di molto  i 4000 m3/h in uscita dal filtro. Su porte tagliafuoco da 2150*1250 mm (che è una misura piuttosto comune), la portata d’aria richiesta per il raggiungimento di 0,7 m/s di velocità in uscita dovrebbe essere superiore ai 5000 m3/h. Ovviamente, in caso di porte tagliafuoco di dimensioni maggiori, la portata richiesta subirebbe un incremento conseguente.</p>

		</div>
	</div>
</div><div class="col-md-6" >
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</div></div></div></div><div class="xs-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
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			<p>È emersa recentemente la proposizione di collegare la ventola a dei magneti di consenso posti sulla porta di uscita dal filtro, in modo che, a porta aperta, il pressurizzatore si arresti (abbassando il valore della portata a livelli prossimi allo zero) permettendo la richiusura e il soddisfacimento del connesso requisito di legge. Considerando uno scenario di esodo (ad esempio) di un piano uffici, risulta chiaro come, viste le dimensioni ridotte dei classici locali filtro e il numero di esodanti sicuramente maggiori del singolo individuo, entrambe le porte rimarrebbero aperte per consentire l’esodo di tutti gli occupanti. In questa situzione, l’arresto dell’elettroventola permetterebbe un rapido ingresso dei fumi attraverso la porta d’ingresso del filtro a prova di fumo. L’introduzione della UNI EN 12101-6 renderebbe questa pratica fuori norma, in quanto la portata d’aria in uscita (nel rispetto del “<em>velocity criteria</em>”) dovrebbe non solo aumentare anziché diminuire, ma probabilmente attestarsi su valori (a seconda di impianti e locali) raddoppiati o addirittura triplicati.</p>

		</div>
	</div>

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			<p><strong><u>FILTRI FUMO CON CANNA TIPO <em>“SHUNT”</em> &#8211; Un cambio del paradigma progettuale</u></strong></p>
<p>Prendendo in considerazione la prima <em>release</em> del D.M. 03/08/2015, si può notare come la progettazione del camino di ventilazione sia un terreno scivoloso e lasciato più in mano alla consuetudine che alla reale efficacia della soluzione.  A riprova di quanto affermato, si può notare come non vi siano né riferimenti normativi, né note di chiarimento in riferimento ai criteri o alle pratiche di dimensionamento del camino di ventilazione. Questa assenza di chiarezza, nelle poche righe che definiscono l’intera prassi costruttiva della canna tipo <em>“Shunt”</em>, lascia addirittura spazio a ipotesi su se fosse o meno possibile inserire, all’interno del camino di ventilazione, un estrattore d’aria. Il Codice infatti, sebbene non indichi uno specifico utilizzo di un’aspirazione forzata, nemmeno fa menzione di un sistema di evacuazione necessariamente naturale. In questo senso, si potrebbe procedere per “illazioni”, escludendo l’evacuazione forzata dei fumi sulla base del lessico utilizzato nella stesura della definizione, che recita: <em>“dotato di camino di ventilazione ai fini dello smaltimento dei fumi d’incendio […]”. </em>Il termine <em>“ventilazione”</em>, in questa particolare definizione, rimanda in effetti ad una concezione di evacuazione naturale, più che forzata. Diverso se fosse stata utilizzata la parola <em>“smaltimento”</em>, che viene sì utilizzata, ma solo successivamente. Parlando di “ventilazione di un ambiente”, il nostro immaginario ci porta a ragionare su un processo di tipo naturale; “smaltimento”, al contrario, ci induce a pensare ad un processo che, attraverso un’azione esterna al sistema, porta ad una diminuzione del carico critico oggetto dell’analisi. Decontestualizzando, lo smaltimento dei rifiuti, delle acque nere, persino lo smaltimento dei chili in eccesso, sono situazioni che rimandano ad un’azione che noi stessi compiamo per innescare un processo.</p>
<p>Come espresso in precedenza, però, questo resta un territorio di illazioni, in cui si tratta di voler giustificare a priori l’utilizzo di un sistema di ventilazione naturale rispetto ad un’omologa soluzione meccanizzata. Nella realtà dei fatti, il Codice rimanda, nelle note bibliografiche relative allo smaltimento dei fumi con canna tipo “<em>Shunt</em>”, ad una pubblicazione ormai nota agli addetti ai lavori, ossia “<em>Basis for the Design of Smoke Shafts</em>” (1973) di Tamura e Shaw. Oltre alla serie di equazioni da cui tutt’ora derivano molti calcoli per il dimensionamento dei camini di ventilazione, gli autori sollevano alcune problematiche relative all’efficacia del sistema di ventilazione preso in esame, in particolare riguardo le prestazioni del camino in condizione di fuoco a bassa temperatura, che è il caso più critico. Citando dalle conclusioni della pubblicazione, <em>“[…] the venting action is, therefore, greater during cold weather than mild weather. When inside and outside temperature are equal there will be no stack action and hence no venting action […] a high temperature fire […]can result in greater venting action”</em>. A questo riguardo, un’altro fattore da tenere in seria considerazione riguarda la collocazione del camino, che mentre nella pubblicazione di Tamura e Shaw è ipotizzato essere nello stesso compartimento a rischio incendio, nella consolidate pratica costruttiva italiana va invece a collocarsi all’interno di un locale (il filtro a prova di fumo) non soggetto a carico d’incendio. Questo, verosimilmente, si traduce in una temperatura dei fumi sicuramente più bassa che se smaltiti direttamente da dentro il locale a rischio, limitando perciò ancora di più le effettive capacità di smaltimento del camino di ventilazione. Sempre nelle conclusioni, gli autori fanno riferimento alle equazioni elaborate affermando che possono essere usate sia per camini di ventilazione naturale, sia in caso vengano adottati dei meccanismi di estrazione forzata, e più precisamente: <em>“These equations can also be used to calculate shaft and fan sizes if the fire floor is to be vented with an exhaust fan”</em>. Lo scritto, quindi, sembrerebbe contemplare anche l’utilizzo di specifici meccanismi di estrazione forzata, pur esprimendo delle riserve sull’efficacia di quest’ultima soluzione in particolari scenari di rischio. Possiamo quindi affermare che se è vero che non viene fatta menzione, nella norma, di meccanismi di estrazione dei fumi all’interno del camino, è altrettanto vero che non vengono né limitati né sconsigliati.</p>
<p>La nuova definizione di filtro aerato con camino di ventilazione fornitaci dal codice, invece, sembra muoversi in tutt’altra direzione, ma è meglio procedere con ordine citando le poche righe che (di nuovo) definiscono questa tipologia di locale filtro: <em>“dotato di camino per lo smaltimento dei fumi d’incendio e di ripresa d’aria dall’esterno, adeguatamente progettati e di sezione ≥ 0,10 m<sup>2</sup>;”.</em></p>
<p>Innanzitutto possiamo notare, in riferimento a uno dei ragionamenti espressi in precedenza, l’importante assenza del termine <em>“ventilazione”</em>, in questo caso sostituito (e ora sì, nel suo significato intrinseco) dalla parola <em>“smaltimento”</em>. Il camino di ventilazione viene quindi trasformato in un <em>“camino di smaltimento dei fumi”</em>, a cui andrà affiancata una ripresa d’aria. Così espressa, la definizione del Codice sembrerebbe davvero andare in una direzione che ormai è quella dello smaltimento forzato dei fumi. L’immissione d’aria da esterno, infatti, è un elemento fondamentale della progettazione non dei sistemi di ventilazione naturale, quanto di impianti meccanizzati per il lavaggio dell’aria o per l’estrazione di fumi. Come a voler ribadire la necessità di adottare una soluzione che preveda due distinte progettazioni (il camino da una parte e la ripresa dell’aria dall’altra), la norma prosegue affermando che questi due manufatti debbano essere (utilizzando il plurale) “<em>adeguatamente progettati e di sezione ≥ 0,10 m<sup>2</sup>;”</em>. Purtroppo, anche in questo caso la definizione fornita dal Codice risulta scarna e suscettibile di interpretazioni e illazioni; è comunque vero che la nuova concezione progettuale prevista dal D.M. 18/10/2019 sembri far pendere l’ago della bilancia totalmente a favore di soluzioni di carattere meccanizzato.</p>
<p><strong><u>Analisi puntuale della definizione</u></strong></p>
<p>Per cercare di raggiungere una linea d’azione progettuale, occorre prima analizzare puntualmente, parola per parola, la brevissima definizione che ci viene fornita dal Codice:</p>
<ul>
<li><em>“dotato di camino per lo smaltimento dei fumi d’incendio”</em>: come già illustrato nel paragrafo precedente, l’utilizzo del termine “smaltimento” e l’adozione di una soluzione per la ripresa dell’aria da esterno traslano ogni eventuale ragionamento dai sistemi di ventilazione naturale alle soluzioni meccanizzate;</li>
<li><em>“[…] e di ripresa d’aria dall’esterno”</em>: questo punto, probabilmente il più significativo della nuova definizione fornita dal Codice, non solo cambia totalmente il paradigma progettuale dei filtri con canna tipo <em>“Shunt”</em>, ma apre a due differenti interpretazioni della nuova soluzione. La prima (quella più intuitiva e immediata) è quella della realizzazione di un secondo camino per il passaggio dell’aria che svolga la funzione di immettere aria pulita prelevata dall’esterno dell’edificio e al contempo compensi la depressione che si creerebbe all’interno del filtro, durante le fasi di incendio, nel caso in cui ci si avvalesse di un estrattore d’aria. La seconda soluzione (meno scontata, ma comunque realizzata nel rispetto del Codice) può essere quella di effettuare la ripresa dell’aria all’interno del filtro non attraverso un camino di immissione che lo colleghi all’esterno dell’edificio, quanto ad una semplice apertura che permetta l’ingresso dell’aria attraverso la parete di separazione tra il locale filtro fumi e la zona sicura. In questo caso, il termine “ripresa” ha un’accezione molto neutra circa le modalità con cui andrà effettuato il ricircolo di aria pulita (non vincola, in sostanza, all’utilizzo di un immissore d’aria), mentre la locuzione “dall’esterno” non implicherebbe necessariamente l’esterno dell’edificio, quanto semplicemente l’esterno del locale filtro fumi, purché si tratti di aria pulita e purché venga mantenuta la continuità REI della compartimentazione del vano;</li>
<li><em>“[…] adeguatamente progettati”</em>: come espresso in precedenza, ribadisce la necessità di adottare una soluzione che preveda due distinte progettazioni e che tenga il più possibile conto dei diversi scenari;</li>
<li><em>“[…] e di sezione ≥ 0,10 m<sup>2</sup>”</em>: in questo caso, il dato dimensionale della precedente <em>release</em> viene mantenuto, pur facendo chiaro riferimento ad una concezione di estrazione forzata che potrebbe richiedere sezioni ben inferiori rispetto alla controparte naturale. Ovviamente, a questo andrebbe comunque a sommarsi la sezione dell’elemento di ripresa dell’aria, per una sezione totale degli elementi non inferiore a 0,10 m<sup>2</sup>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><u>Un camino in estrazione “adeguatamente progettato” &#8211; Il “conflitto” con Tamura e Shaw</u></strong></p>
<p>Fino ad ora, la trattazione sul camino di smaltimento fumi si è dipanata principalmente tra analisi lessicali e stralci di quella pubblicazione già nominata in più occasioni, ossia “<em>Basis for the Design of Smoke Shafts</em>” di Tamura e Shaw. Andando a leggere il documento, si possono estrapolare delle linee guida estremamente interessanti per la progettazione dei camini di smaltimento fumi. Ad esempio, gli autori sottolineano come sia fondamentale subordinare l’ingresso dei fumi all’apertura di apposite serrande comandate secondo lo specifico scenario d’incendio, in modo da permettere sì lo smaltimento dei fumi nei piani in cui questi si diffondono, ma allo stesso modo evitare che gli stessi possano invadere i filtri dei piani superiori per motivi dovuti, ad esempio, a differenze di pressione o all’inversione termica.</p>
<p>Riguardo questo rischio, tuttavia, nelle conclusioni gli autori si pronunciano come segue: <em>“[…] with window breakage on the fire floor at a low level during cold weather, venting of a fire floor with a smoke shaft, either with or without an exhaust fan, will no longer prevent the spread of smoke into upper floors […]”</em>, sollevando alcune riserve sull’efficacia degli impianti di estrazione forzata nei camini di smaltimento fumi in determinate (seppur non così comuni) situazioni. Limitandosi a quest’affermazione senza considerare l’inserimento della ripresa d’aria o la diversa morfologia costruttiva del locale filtro a prova di fumi italiana, ci si potrebbe limitare all’accettare quella dello smaltimento forzato dei fumi come una soluzione alla fine non così tanto più efficace rispetto all’evacuazione naturale con canna “shunt” fino ad ora praticata.</p>
<p>Nella realtà dei fatti, una soluzione efficace a questo problema esisterebbe, e permetterebbe di calcolare, specificatamente rispetto alle caratteristiche peculiari di ogni cantiere e non fornendo un generale (seppur valido) monito riguardo un possibile scenario di rischio. La soluzione in questione sarebbe quella di avvalersi di una simulazione con un CFD a supporto della progettazione e dimensionamento delle sezioni e delle portate degli eventuali camini ed estrattori/immissori. Ovviamente, la pubblicazione di Tamura e Shaw (datata 1973) è un documento che, seppur valido, nasce in un momento storico in cui il calcolo fluidodinamico da software era ancora in fase embrionale, e non poteva vantare tutto lo storico progettuale e applicativo che può vantare oggi. Avvalersi di un CFD a supporto della progettazione permetterebbe di considerare i maggiori scenari di rischio specifici per ogni cantiere e vincolare la progettazione dei camini in base alle criticità maggiori di ogni singolo filtro a prova di fumo.</p>

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			<p><strong><u>Una possibile soluzione</u></strong></p>
<p>Stando a quanto affermato nei paragrafi precedenti, una delle soluzioni adottabili per adeguare la progettazione dei camini di smaltimento fumi ai dettami previsti dal Codice è quella composta come segue:</p>
<ul>
<li>Camino di smaltimento fumi, adeguatamente progettato, dimensionato e realizzato secondo la regola dell’arte; il camino dovrà disporre di aperture specifiche per ogni singolo locale filtro che si vorrà proteggere con questo impianto</li>
<li>Per ogni locale filtro fumi, sarà necessario provvedere le aperture del camino di apposite serrande di regolazione, che possano permettere l’aspirazione dei fumi in caso di incendio sul piano, ma che rimangano chiuse in caso contrario, evitando che i fumi in risalita, raffreddandosi eccessivamente, possano invadere i filtri dei piani non coinvolti dall’incendio</li>
<li>Un estrattore d’aria collocato a monte, di portata e prevalenza adeguatamente progettate, tale da garantire la corretta aspirazione dei fumi d’incendio anche in presenza di fumi a bassa temperatura e/o tratti sub-orizzontali</li>
<li>Un’apertura di ripresa dell’aria per ogni locale filtro fumi, di sezione adeguatamente progettata e tale da permettere l’ingresso di aria pulita all’interno del locale; tale apertura dovrà inoltre mantenere il requisito di continuità REI della compartimentazione e compensare l’eventuale depressione venutasi a creare all’interno del filtro a causa dell’estrazione forzata</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questa soluzione si andrà ad affiancare un’analisi CFD a supporto della progettazione, funzionale al dimensionamento e alla scelta di tutte le componenti dell’impianto di smaltimento fumi.</p>
<p>Questo approccio potrà inoltre essere esteso a tutte le opere di adeguamento di canne tipo <em>“Shunt”</em> esistenti, per le quali a seguito di specifiche analisi CFD potranno essere definiti tutti gli interventi da effettuarsi per la messa a norma dell’impianto.</p>

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		<item>
		<title>Il concetto di &#8220;Autoregolazione&#8221; &#8211; Criticità e prescrizioni normative</title>
		<link>https://www.qslave.it/il-concetto-di-autoregolazione-criticita-e-prescrizioni-normative/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2018 14:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cenni generali sull'autoregolazione e chiarimenti funzionali-normativi alla luce del D.M. 03/08/2015 e della UNI EN 12101-6:2005<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/il-concetto-di-autoregolazione-criticita-e-prescrizioni-normative/"><span>Read More</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="md-padding vc_custom_1525263726508" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
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			<h4>Il concetto di &#8220;Autoregolazione&#8221; &#8211; Criticità e prescrizioni normative</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per risolvere l’annosa criticità della richiusura della porta di uscita dai locali filtri fumo (<span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.qslave.it/area-progettisti/#1518697260269-b52e2484-d23b">per la quale vi rimandiamo alla nostra pagina al riguardo</a></span>) alcuni nostri competitor hanno concepito una variante al funzionamento dell’impianto filtro fumi, riducendo al minimo i giri della ventola e subordinando quest’operazione all’apertura o chiusura della porta di uscita dal locale filtro fumi. Fondamentalmente, all’apertura della porta in questione il numero di giri viene ridotto notevolmente, fino a raggiungere sovrappressioni prossime allo zero. In questo modo, la porta dovrebbe chiudersi, in quanto la sovrappressione presente all’interno del filtro sarebbe abbastanza bassa da non opporsi alla richiusura.</p>
<p>Fatta questa premessa, l’autoregolazione, che viene enunciata a livello normativo, deve essere affiancata da un altro concetto fondamentale, ossia il rispetto del “<strong>velocity criteria</strong>” citato nella 12101-6:2005. Questa prescrizione riguarda la velocità <strong>minima</strong> che deve avere l’aria in uscita dal filtro per opporsi all’ingresso dei fumi all’interno del locale. Bisogna quindi aumentare considerevolmente le portate in modo da garantire una protezione efficace dall’ingresso dei fumi e mantenerne il locale filtro libero; basti pensare che, per una porta da 1200 x 2150 mm,<strong> la portata minima a porta aperta da normativa deve essere di almeno 8000 mc/h</strong>. Va da sé che riducendo i giri del pressurizzatore si avrà sì autoregolazione, ma non sarà possibile (dato il numero di giri ridotto della ventola) impedire l’ingresso dei fumi all’interno del locale filtro, che ha come sua ragion d’essere proprio quella di essere un ambiente libero dai fumi.</p>
<p>Più che un’evoluzione, quindi, noi consideriamo questa soluzione <strong>un’involuzione</strong> rispetto al percorso di innovazione tecnologica e funzionale che si dovrebbe percorrere, e lo stesso D.M. 03/08/2015 richiama i riferimenti normativi della EN 12101-6:2005, affermando che la portata della ventola, a porte aperte, debba aumentare e non diminuire.</p>
<p>Nonostante anche i nostri impianti (su espressa richiesta del progettista e della Direzione Lavori) siano comunque predisposti per adottare la stessa funzionalità offerta da alcuni nostri competitor, <strong>non condividiamo la logica di questa soluzione, ritenendola una logica legata a valori strettamente commerciali e in conflitto con quello che dovrebbe essere il nostro obiettivo principe, ossia la sicurezza.</strong> Attualmente, l’unica soluzione che permetta correttamente la chiusura delle porte del locale filtro è il nostro sistema brevettato <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.qslave.it/prodotto/sistema-qslave-sm/"><strong>QSLAVE®-SM</strong></a>.</span></p>

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			<p>Per informazioni più dettagliate, è disponibile un nostro video illustrativo che, oltre a fornire preziose indicazioni circa le principali criticità e prescrizioni relative agli impianti filtri fumo, offre quello che è il nostro punto di vista e la nostra soluzione al problema dell&#8217;autoregolazione.</p>

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<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/il-concetto-di-autoregolazione-criticita-e-prescrizioni-normative/">Il concetto di &#8220;Autoregolazione&#8221; &#8211; Criticità e prescrizioni normative</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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		<title>Ricerca e Normativa negli impianti filtri fumo (&#8220;kit di pressurizzazione&#8221; e &#8220;sistemi filtri fumo&#8221;)</title>
		<link>https://www.qslave.it/ricerca-e-normativa-negli-impianti-filtri-fumo-kit-di-pressurizzazione-sistemi-filtri-fumo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Sep 2018 14:20:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/ricerca-e-normativa-negli-impianti-filtri-fumo-kit-di-pressurizzazione-sistemi-filtri-fumo/"><span>Read More</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/ricerca-e-normativa-negli-impianti-filtri-fumo-kit-di-pressurizzazione-sistemi-filtri-fumo/">Ricerca e Normativa negli impianti filtri fumo (&#8220;kit di pressurizzazione&#8221; e &#8220;sistemi filtri fumo&#8221;)</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="md-padding vc_custom_1536848385613" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
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			<h4>L’importanza della ricerca in rapporto alla normativa degli impianti in sovrappressione per filtri a prova di fumo<br />
(“Kit di pressurizzazione” e “Sistemi filtri fumo”)</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto è doveroso effettuare una precisazione in riferimento all’identificazione del prodotto; sarebbe errato riferirsi a una soluzione per la pressurizzazione dei locali filtro attraverso la dicitura<strong> “sistema filtro fumo”</strong>, in quanto, trattandosi di un impianto attivo, viene meno la definizione di “sistema”. Allo stesso modo è errato definirlo come <strong>“kit di pressurizzazione”</strong> o<strong> “kit di sovrappressione”</strong>, in quanto ciò presuppone l’adozione della soluzione in quanto “kit”, ossia unicum indivisibile, che nella definizione di <strong>“kit filtro fumo”</strong> va a perdere il concetto di progettabilità basata sulla specifica esigenza, riferendosi invece alla progettazione del filtro come all’adozione di una soluzione “a pacchetto”, risponde solo in parte alle eventuali criticità progettuali.<br />
Tuttavia negli anni sono state adottate dagli addetti ai lavori e riportate nei capitolati d’appalto e in alcune schede tecniche le varie diciture sotto riportate:</p>
<p><strong>“Sistema di pressurizzazione filtri a prova di fumo”</strong><br />
<strong>“Sistema filtri fumo”</strong><br />
<strong>“Sistema di pressurizzazione”</strong><br />
<strong>“Kit di pressurizzazione”</strong><br />
<strong>“Kit di sovrappressione”</strong><br />
<strong>“Kit filtro fumi”</strong></p>
<p>Parlare della progettazione dei filtri fumo, nel panorama italiano nello specifico, può risultare impreciso e fuorviante. Alcune errate consuetudini legate a questa particolare soluzione sono ancora fortemente radicate, anche tra gli “addetti ai lavori” e i tecnici del settore (come già sopra riportato); si può senza dubbio parlare di filtri fumo come di una tematica dal dibattito vivace e dalla forte sperimentazione, anche e soprattutto in ragione delle numerose (e spesso errate) interpretazioni della normativa vigente.<br />
Esseci S.r.l. porta avanti un lavoro di continua attenzione alla promozione della cultura dei SISTEMI DI PRESSURAZZAZIONE FILTRI FUMO, della ricerca, sperimentazione e confronto con le autorità di riferimento, lavoro che le ha permesso di sviluppare prodotti come il <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.qslave.it/qslave-plc-micro-impianti-filtro-fumi-in-sovrappressione/"><strong>QSLAVE® PLCmicro</strong></a></span> e il <a href="https://www.qslave.it/qslave-sm-garantisce-la-chiusura-delle-porte-tagliafuoco-del-locale-filtro-fumi/"><strong><span style="color: #000080;">QSLAVE® SM</span></strong></a>, che ad oggi rappresentano le migliori e più avanzate soluzioni disponibili sul mercato per la realizzazione dei filtri a prova di fumo in sovrappressione.<br />
È bene ricordare che le soluzioni attualmente commercializzate come <strong>“sistemi filtri fumo”</strong> o<strong> “kit di pressurizzazione”</strong> spesso presentino delle criticità rispetto all’aderenza alla normativa di riferimento, come possono essere il rispetto della prescrizione sulla richiusura della porta di uscita dal locale filtro fumi a livello nazionale o il rispetto del <em>“velocity criteria”</em> a livello di normativa europea.</p>
<p>Queste prescrizioni, in ambito nazionale, vengono spesso poste in secondo piano e in molti casi non vengono affiancate da un’adeguata attività di ricerca e di sperimentazione. Questo rimane tuttavia un problema che coinvolge non solo le aziende produttrici o installatrici, ma anche e soprattutto i progettisti, le Direzioni Lavori e gli utenti finali che spesso preferiscono adottare questo o quell’altro prodotto ignorando i risvolti normativi nella loro interezza e basando la propria scelta principalmente su questioni di economicità o di brand. Va da sé che l’assenza di domanda di prodotti adeguati da parte della componente progettuale non stimoli l’innovazione volta alla produzione di dispositivi sempre migliori, ma la sola ottimizzazione dei processi volta all’economizzazione dei prodotti già disponibili. Questa politica non solo causa delle criticità a livello normativo, ma porta anche a un notevole danno economico se vista in una prospettiva a lungo termine che vedrà la necessità di adeguamento di tutti i cosiddetti<strong> “sistemi filtri fumo”</strong> attualmente non rispondenti alla normativa, con interventi che verosimilmente porterebbero all&#8217;integrazione o alla parziale sostituzione dell’impianto con uno rispondente alla normativa, prevedendo altrettanto verosimilmente un costo totale esponenziale rispetto alla spesa iniziale.<br />
L’adozione già da subito di un prodotto di standard più elevato, invece (che nella realtà dei fatti è progettato in maggiore aderenza alla normativa rispetto ai suoi “corrispettivi” sul mercato), è una scelta che tutela, a fronte di una spesa di circa il 15% maggiore per l’impianto di pressurizzazione, dalla sostituzione forzosa di alcune componenti dell’impianto di sovrappressione.<br />
Alcune di queste lacune a livello tecnologico vengono spesso, nel panorama italiano, considerate come accettabili, in quanto vengono considerati irrealizzabili alcuni dei punti della normativa di riferimento in relazione ai prodotti disponibili sul mercato. Un esempio a tal proposito è senza dubbio quello della richiusura automatica delle porte di uscita dal locale filtro fumi, specie per vani di volume ridotto. In ambienti adibiti a filtro fumi in cui vengono installati i tradizionali<strong> “kit di pressurizzazione”</strong> e <strong>“sistemi filtri fumo”</strong>, infatti, si verifica spesso la criticità relativa alla mancata richiusura delle porte di uscita dal filtro (quelle con apertura verso l’esterno). Questa inadempienza normativa (perché di inadempienza normativa si tratta) viene comunemente trascurata perché non esisteva una soluzione al problema. In questo caso, la ricerca e la sperimentazione hanno condotto la Esseci S.r.l. allo sviluppo e al brevetto del <span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="https://www.qslave.it/qslave-sm-garantisce-la-chiusura-delle-porte-tagliafuoco-del-locale-filtro-fumi/"><strong>QSLAVE® SM</strong></a></span>, l’unico sistema specifico per la chiusura delle porte tagliafuoco dei locali filtri fumo. La lungimiranza e l’attenzione ai dettagli della Esseci S.r.l. è stata quella di non fossilizzarsi sui prodotti allora già presenti sul mercato, ma di investire tempo e risorse sullo sviluppo di un prodotto che si adattasse alla normativa, e non viceversa, come invece avviene per i prodotti di molti dei nostri competitor.</p>
<p>L’impegno di Esseci S.r.l. è caratterizzato anche dallo spirito di collaborazione e supporto agli enti competenti, testimoniato dall’attività di ricerca presso alcuni Centri, dove i prodotti della Esseci S.r.l. vengono attualmente utilizzati per test, misurazioni e nuove sperimentazioni.<br />
Nonostante il panorama generale italiano sia ancora principalmente attestato sulle convenzioni di cui sopra, la direzione che si comincia ad intraprendere sia tra i progettisti, sia tra alcuni addetti ai lavori, sembra essere quella di una progettazione più virtuosa che mette ancora più al centro la sicurezza delle persone (che ricordiamo essere la nostra prima missione).<br />
È molto interessante, e suggeriamo a questo proposito di leggere, l’articolo a firma dall’Ing. Piergiacomo Cancelliere del <a href="https://www.qslave.it/laboratorio-ricerca-e-studi-capannelle-roma-corpo-nazionale-vigili-del-fuoco/">Centro Esperienze Ministero degli Interni Roma Capannelle</a> che, soffermandosi in parte sulle problematiche sollevate dall’utilizzo di condotte tradizionali per i camini di ventilazione dei filtri fumo, osserva come ci siano ancora fondamentali passi da fare in direzione di una normazione efficace, e che</p>
<p><em>“Sarebbe auspicabile […] poter attivare un tavolo tecnico di normazione tecnica volontaria presso l’UNI […] La strada della normazione volontaria consentirebbe la revisione periodica del documento tecnico per la progettazione dei camini a servizio dei filtri a prova di fumo ed il conseguente aggiornamento continuo allo stato dell’arte delle metodologie di calcolo fluidodinamico e tecnologico”</em><br />
<em>[Cancelliere ing. P., I filtri a prova di fumo alla luce del Codice di Prevenzione Incendi, in “Antincendio”, giugno 2018]</em></p>
<p>Allo stesso modo, quello dei cosiddetti <strong>“sistemi filtri fumo”</strong> è un tema che deve essere caratterizzato da un confronto “attivo” nei confronti della normativa, intendendo la criticità come un problema a cui cercare una soluzione in modo propositivo, invece che essere intesa come un vincolo che, visti i limiti tecnici e tecnologici, può essere ignorato in tutto o in parte.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="md-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" ><section class="vc_cta3-container"><div class="vc_general vc_do_cta3 vc_cta3 vc_cta3-style-flat vc_cta3-shape-square vc_cta3-align-left vc_cta3-color-classic vc_cta3-icon-size-md vc_cta3-actions-right vc_custom_1536913611257"><div class="vc_cta3_content-container"><div class="vc_cta3-content"><header class="vc_cta3-content-header"><h2>Ricerca e Normativa negli Impianti filtri fumo</h2></header><p>L’importanza della ricerca in rapporto alla normativa degli impianti in sovrappressione per filtri a prova di fumo<br />
(“Kit di pressurizzazione” e “Sistemi filtri fumo”)</p>
</div><div class="vc_cta3-actions"><div class="vc_btn3-container vc_btn3-inline vc_do_btn" ><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-square vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-main-bg" href="https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/09/criticità-kit-pressurizzazione-e-sistemi-filtri-fumo-rev2.pdf" title="" target="_blank">Scarica il PDF!</a></div></div></div></div></section></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/ricerca-e-normativa-negli-impianti-filtri-fumo-kit-di-pressurizzazione-sistemi-filtri-fumo/">Ricerca e Normativa negli impianti filtri fumo (&#8220;kit di pressurizzazione&#8221; e &#8220;sistemi filtri fumo&#8221;)</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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		<title>Esseci @ PREVINTO18 &#8211; Interventi dei relatori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Jun 2018 14:27:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PREVINTO18 Interventi dei relatori - Filtri a prova di fumo in sovrappressione: analisi delle criticità ed indicazioni delle soluzioni progettuali mediante l’ausilio della CFD<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/esseci-previnto-18-interventi-dei-relatori/"><span>Read More</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="md-padding vc_custom_1525263726508" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<p><strong>Filtri a prova di fumo in sovrappressione</strong>: analisi delle criticità ed indicazioni delle soluzioni progettuali mediante l’ausilio della CFD</p>
<p>Relatori intervenuti:</p>
<ul>
<li>Sebastiano Guarrasi (Esseci S.r.l.)</li>
<li>Ing. Michele Fronterrè (Cantene S.r.l.)</li>
<li>Ing. Piergiacomo Cancelliere (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica)</li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="xs-padding vc_custom_1528873038825" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
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	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>Sebastiano Guarrasi</h2>
<p>Dalla progettazione all&#8217;installazione e &#8220;Commissioning&#8221; dei filtri a prova di fumo in sovrappressione.</p>
<p><strong>Parte I</strong> &#8211; Checklist Filtri Fumo</p>
<p><strong>Parte II</strong> &#8211; Progettare &#8220;in scienza e coscienza&#8221;</p>

		</div>
	</div>
</div><div class="col-md-4" >
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			<a href="https://www.youtube.com/watch?v=8QT8CD8DNnY" target="_blank" class="vc_single_image-wrapper   vc_box_border_grey"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/visualizza-il-video.jpg" class="vc_single_image-img attachment-full" alt="" title="visualizza il video" srcset="https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/visualizza-il-video.jpg 1280w, https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/visualizza-il-video-300x169.jpg 300w, https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/visualizza-il-video-768x432.jpg 768w, https://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/visualizza-il-video-1024x576.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a>
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</div><div class="vc_cta3-actions"><div class="vc_btn3-container vc_btn3-inline vc_do_btn" ><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-square vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-main-bg" href="http://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/Cancelliere_Filtri-a-prova-di-Fumo.pdf" title="">Scarica le slides dell'intervento!</a></div></div></div></div></section><section class="vc_cta3-container"><div class="vc_general vc_do_cta3 vc_cta3 vc_cta3-style-flat vc_cta3-shape-square vc_cta3-align-left vc_cta3-color-classic vc_cta3-icon-size-md vc_cta3-actions-right"><div class="vc_cta3_content-container"><div class="vc_cta3-content"><header class="vc_cta3-content-header"><h2>Ing. Michele Fronterrè</h2></header><p>Filtri fumo &#8211; Verifica mediante analisi CFD di una soluzione tecnologica</p>
</div><div class="vc_cta3-actions"><div class="vc_btn3-container vc_btn3-inline vc_do_btn" ><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-lg vc_btn3-shape-square vc_btn3-style-flat vc_btn3-color-main-bg" href="http://www.qslave.it/wp-content/uploads/2018/06/Fronterrè-filtri-fumo-CFD.pdf" title="">Scarica le slides dell'intervento!</a></div></div></div></div></section></div></div></div></div>
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		<title>Esseci @ PREVINTO18 &#8211; 8 e 9 Giugno 2018</title>
		<link>https://www.qslave.it/esseci-previnto-18/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 12:26:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Filtri a prova di fumo in sovrappressione: analisi delle criticità ed indicazioni delle soluzioni progettuali mediante l’ausilio della CFD<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/esseci-previnto-18/"><span>Read More</span></a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="md-padding vc_custom_1525263324749" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h6 style="text-align: right;"><span style="color: #999999;">Le immagini utilizzate in questo articolo non sono di  proprietà della Esseci S.r.l. </span></h6>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="md-padding vc_custom_1525263726508" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
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			<div id="titoloDettNotizia" class="titoloDettNotizia">
<p><a href="http://www.ording.torino.it/news/eventi/1112-previnto18-la-prevenzione-incendi-in-aula-e-in-piazza" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #1955cf;"><strong>PREVINTO18: la prevenzione in aula e in piazza</strong></span></a></p>
<p><strong>Fonte:</strong> Ufficio Stampa Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino</p>
<div class="fonte">
<p><strong>Area:</strong> Prevenzione incendi</p>
<div class="fonte">Con l&#8217;entrata in vigore del <b>D.M. del 3 agosto 2015</b> si è aperta una nuova strada per i professionisti che si trovano oggi di fronte a una duplice possibilità di scelta tra un percorso guidato, quello della <b>normativa tecnica</b>, non privo di ostacoli ma sicuramente ben segnalato; e un percorso alternativo, che offre la possibilità di proporre soluzioni progettuali molteplici e sinergiche, aderenti al progresso tecnologico e agli standard internazionali.</div>
<p>I dati raccontano che ancora oggi, dopo quasi tre anni dall&#8217;entrata in vigore del nuovo <b>Testo Unico sulla Prevenzione Incendi</b>, i professionisti che hanno deciso di adottare questa nuova metodologia progettuale rappresentano ancora una piccola realtà. Ma perché c&#8217;è così tanta resistenza ad abbracciare il cambiamento? Quali sono le figure che hanno recepito in misura minore quanto di positivo ci può essere nelle nuove procedure? I professionisti che le devono applicare o i titolari delle attività?</p>
<p>La percezione positiva di un cambiamento è spesso influenzata dai <b>modi con i quali il cambiamento stesso viene comunicato</b> e, con molta probabilità, gli ingegneri qualche miglioramento comunicativo possono apportarlo.<br />
Il nuovo <b><a href="http://www.ording.torino.it/" target="_blank" rel="noopener">Consiglio dell&#8217;Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino</a></b> intende sottolineare l&#8217;importanza di fare prevenzione, utilizzando nuove modalità comunicative e attraverso l&#8217;organizzazione di un evento culturale rivolto ai professionisti antincendio, ai progettisti, ai funzionari dei Vigili del Fuoco, ai titolari di attività nonché alla cittadinanza e al territorio.<br />
<span style="color: #333333;"><strong>PREVINTO18</strong></span>, in programma<b> l&#8217;8 e il 9 giugno prossimi a Torino</b>, rappresenta un&#8217;occasione per far dialogare tra loro tutte le figure coinvolte nella prevenzione incendi. Un&#8217;occasione per approfondire in modalità multi prospettica argomenti inerenti all&#8217;attività professionale, attraverso il confronto con colleghi che operano in settori differenti ma strettamente correlati tra loro, in una serie di eventi formativi che metteranno in risalto l&#8217;importanza della progettazione integrata e coordinata.</p>
</div>
</div>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="md-padding vc_custom_1525263707077" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p><strong>Filtri a prova di fumo in sovrappressione</strong>: analisi delle criticità ed indicazioni delle soluzioni progettuali mediante l’ausilio della CFD</p>
<p>Saranno presenti come relatori:</p>
<ul>
<li>Michele Fronterrè (Cantene S.r.l.)</li>
<li>Sebastiano Guarrasi (Esseci S.r.l.)</li>
<li>Piergiacomo Cancelliere (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica)</li>
<li>Mauro Caciolai (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica)</li>
<li>Giuseppe Amaro (GAe Engineering S.r.l.)</li>
</ul>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="md-padding vc_custom_1525263757139" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
<div class="vc-zigzag-wrapper vc-zigzag-align-center"><div class="vc-zigzag-inner" style="width: 100%;min-height: 14px;background: 0 repeat-x url(&#039;data:image/svg+xml;utf-8,%3C%3Fxml%20version%3D%221.0%22%20encoding%3D%22utf-8%22%3F%3E%3C%21DOCTYPE%20svg%20PUBLIC%20%22-%2F%2FW3C%2F%2FDTD%20SVG%201.1%2F%2FEN%22%20%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2FGraphics%2FSVG%2F1.1%2FDTD%2Fsvg11.dtd%22%3E%3Csvg%20width%3D%2214px%22%20height%3D%2212px%22%20viewBox%3D%220%200%2018%2015%22%20version%3D%221.1%22%20xmlns%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%22%20xmlns%3Axlink%3D%22http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F1999%2Fxlink%22%3E%3Cpolygon%20id%3D%22Combined-Shape%22%20fill%3D%22%23ebebeb%22%20points%3D%228.98762301%200%200%209.12771969%200%2014.519983%209%205.40479869%2018%2014.519983%2018%209.12771969%22%3E%3C%2Fpolygon%3E%3C%2Fsvg%3E&#039;);"></div></div></div></div></div></div><div class="md-padding vc_custom_1525263560210" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" ><section class="vc_cta3-container"><div class="vc_general vc_do_cta3 vc_cta3 vc_cta3-style-flat vc_cta3-shape-square vc_cta3-align-left vc_cta3-color-classic vc_cta3-icon-size-md vc_cta3-actions-right"><div class="vc_cta3_content-container"><div class="vc_cta3-content"><header class="vc_cta3-content-header"><h2>Dettagli sull'evento</h2></header><p>Clicca per avere maggiori informazione su PREVINTO18, in programma 8 e 9 giugno</p>
</div><div class="vc_cta3-actions"><div class="vc_btn3-container vc_btn3-inline vc_do_btn" ><a class="vc_general vc_btn3 vc_btn3-size-md vc_btn3-shape-square vc_btn3-style-modern vc_btn3-color-main-bg" href="http://www.ording.torino.it/news/eventi/1112-previnto18-la-prevenzione-incendi-in-aula-e-in-piazza%20_blank" title="" target="_blank">Scopri</a></div></div></div></div></section></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/esseci-previnto-18/">Esseci @ PREVINTO18 &#8211; 8 e 9 Giugno 2018</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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		<title>Laboratorio Ricerca e Studi &#8211; Capannelle Roma &#8211; Corpo Nazionale Vigili del Fuoco</title>
		<link>https://www.qslave.it/laboratorio-ricerca-e-studi-capannelle-roma-corpo-nazionale-vigili-del-fuoco/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2018 14:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[content]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.qslave.it/?p=15628</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esseci S.r.l. collabora con il Laboratorio Ricerca e Studi – Capannelle Roma – Corpo Nazionale Vigili del Fuoco<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/laboratorio-ricerca-e-studi-capannelle-roma-corpo-nazionale-vigili-del-fuoco/"><span>Read More</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/laboratorio-ricerca-e-studi-capannelle-roma-corpo-nazionale-vigili-del-fuoco/">Laboratorio Ricerca e Studi &#8211; Capannelle Roma &#8211; Corpo Nazionale Vigili del Fuoco</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="no-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Esseci S.r.l. ha installato e messo a disposizione l&#8217;impianto <strong>QSLAVE® PLCmicro</strong> ed il Sistema <strong>QSLAVE® SM</strong> nel locale filtro fumi sperimentale costruito all&#8217;interno dei laboratori del Dipartimento di Ricerca del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco di ROMA CAPANNELLE.</p>
<p>Si è svolto a Gennaio 2018 un tavolo di lavoro per approfondire ed analizzare le criticità, lo stato dell&#8217;arte e le possibili soluzioni, ed eseguire le prime prove sperimentali.</p>
<p>Questo rappresenta un ulteriore step  nel processo di approfondimento in atto sui locali filtri fumo in sovrappressione da parte dei VVF.</p>
<p>Gli impianti installati permetteranno ora di effettuare nuove analisi e studi per una corretta progettazione e realizzazione dei locali filtro fumi mediante l&#8217;utilizzo di impianti tecnologici esistenti sul mercato ma già proiettati verso sviluppi futuri.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="sm-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-6" >
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			<p><a href="http://www.qslave.it/qslave-plc-micro-impianti-filtro-fumi-in-sovrappressione/"><strong>QSLAVE® PLC MICRO</strong></a> &#8211; L&#8217;apparecchiatura<br />
di pressurizzazione filtri a prova di fumo è il modello con il Programmable Logic Controller (PLC) ed è costituito da:<br />
• software di controllo<br />
• autoregolazione della sovrappressione<br />
• definizione della sovrappressione massima<br />
• gestione e configurazione software di sistema<br />
mediante password di sicurezza<br />
• gestione delle manutenzioni<br />
• autotest programmato<br />
• display sul PLC per la visualizzazione della gestione del sistema e del suo stato<br />
• visualizzatori di stato<br />
• remotizzazione allarmi.</p>

		</div>
	</div>
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			<p><a href="http://www.qslave.it/qslave-sm-garantisce-la-chiusura-delle-porte-tagliafuoco-del-locale-filtro-fumi/"><strong>QSLAVE® SM</strong></a> &#8211; Sistema brevettato per chiusura porta dei locali filtri fumo<br />
Il sistema QSLAVE® SM interviene nel locale<br />
filtro creando uno sfiato verso l’esterno in modo che la portata d’aria possa avere uno sfogo.<br />
Questo consente la chiusura della porta dopo il passaggio delle persone. Avvenuta la chiusura della porta tagliafuoco l&#8217;impianto di pressurizzazione può ripressurizzare il locale filtro.</p>

		</div>
	</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/laboratorio-ricerca-e-studi-capannelle-roma-corpo-nazionale-vigili-del-fuoco/">Laboratorio Ricerca e Studi &#8211; Capannelle Roma &#8211; Corpo Nazionale Vigili del Fuoco</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esseci al Safety Expo 2017 &#8211; 20/21 Settembre</title>
		<link>https://www.qslave.it/esseci-al-safety-expo-2017-2021-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[creatif]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2017 18:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[content]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esseci S.r.l. presenta alcuni dei suoi prodotti al Safety Expo 2017.</p>
<p>La partecipazione all'evento è frutto di un percorso intrapreso dall'azienda nello sviluppo di prodotti specifici per i Locali Filtro Fumi.</p>
<p>Dopo la realizzazione dei due prodotti per impianti di pressurizzazione si presenta all'evento con due grosse novità per il settore.<br />
<a class="more-btn btn main-bg btn-sm" href="https://www.qslave.it/esseci-al-safety-expo-2017-2021-settembre/"><span>Read More</span></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/esseci-al-safety-expo-2017-2021-settembre/">Esseci al Safety Expo 2017 &#8211; 20/21 Settembre</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="no-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-12" >
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<p>Esseci S.r.l. presenta alcuni dei suoi prodotti al Safety Expo 2017.</p>
<p>La partecipazione all&#8217;evento è frutto di un percorso intrapreso dall&#8217;azienda nello sviluppo di prodotti specifici per i Locali Filtro Fumi.</p>
<p>In seguito alla realizzazione dei due prodotti per impianti di pressurizzazione si presenta all&#8217;evento con altre importanti novità nel settore.</p>
<p>La più rilevante sicuramente è quella che risolve l&#8217;annoso problema della chiusura delle porte tagliafuoco che spingono verso l&#8217;esterno del locale filtro con impianto attivo, il <strong>QSLAVE® SM</strong>.  Sistema<em> certificato con Rapporto di Prova dall&#8217;Istituto Giordano e </em><em>brevettato con n.102016000074871.</em></p>
<p>Questa è stata sicuramente una delle <strong>SOLUZIONI</strong> che il mercato attendeva da molto tempo. Ad oggi rileviamo che la maggior parte di installazioni, poiché prescritti dalla Normativa Vigente, non considerava la fase in cui, con impianto attivo,  avveniva l&#8217;attraversamento del locale filtro nel quale, una volta aperta la porta che spinge verso l&#8217;esterno la stessa non si richiudeva, pertanto la sovrappressione per il restante periodo rimaneva prossima allo zero e comunque al di sotto dei 30Pa richiesti.</p>
<p>Qualcuno è arrivato anche a considerare il fatto che i locali filtri fumo in sovrappressione non funzionassero e pertanto fosse inutile installarli ma ora, grazie al Sistema <strong>QSLAVE® SM </strong>questo inconveniente è risolto.</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div><div class="sm-padding" ><div class="container"><div class="row"><div class="col-md-6" >
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><a href="http://www.qslave.it/qslave-plc-micro-impianti-filtro-fumi-in-sovrappressione/"><strong>QSLAVE® PLC MICRO</strong></a> &#8211; L&#8217;apparecchiatura<br />
di pressurizzazione filtri a prova di fumo è il modello con il Programmable Logic Controller (PLC) ed è costituito da:<br />
• software di controllo<br />
• autoregolazione della sovrappressione<br />
• definizione della sovrappressione massima<br />
• gestione e configurazione software di sistema<br />
mediante password di sicurezza<br />
• gestione delle manutenzioni<br />
• autotest programmato<br />
• display sul PLC per la visualizzazione della gestione del sistema e del suo stato<br />
• visualizzatori di stato<br />
• remotizzazione allarmi.</p>

		</div>
	</div>
</div><div class="col-md-6" >
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><a href="http://www.qslave.it/qslave-sm-garantisce-la-chiusura-delle-porte-tagliafuoco-del-locale-filtro-fumi/"><strong>QSLAVE® SM</strong></a> &#8211; Sistema brevettato per chiusura porta dei locali filtri fumo<br />
Il sistema QSLAVE® SM interviene nel locale<br />
filtro creando uno sfiato verso l’esterno in modo che la portata d’aria possa avere uno sfogo.<br />
Questo consente la chiusura della porta dopo il passaggio delle persone. Avvenuta la chiusura della porta tagliafuoco l&#8217;impianto di pressurizzazione può ripressurizzare il locale filtro.</p>

		</div>
	</div>
</div><div class="col-md-6" >
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		<div class="wpb_wrapper">
			<p><a href="http://www.qslave.it/sistem-open-90-sistema-automatico-di-apertura-per-finestra-ad-anta-battente-o-anta-ribalta-vasistas/"><strong>SISTEM OPEN 90°</strong></a> &#8211; Sistema di apertura<br />
automatico di finestre vasistas e/a battente<br />
Permette l’apertura a 90° dell’anta del serramento, sia esso vasistas o battente. Ciò determina un passaggio aria pari alla luce effettiva del serramento.<br />
In una condizione normale il <em><strong>SISTEM OPEN </strong></em><em><strong>90°</strong></em> garantisce la tenuta in chiusura del serramento/finestra per mezzo di un elettromagnetismo a basso assorbimento.<br />
In una condizione di allarme incendio l’apertura del serramento avviene in modo automatico comandato dalla centrale di rivelazione incendi,<br />
che provvederà anche alla autoalimentazione del <em><strong>SISTEM OPEN 90</strong></em>°.</p>

		</div>
	</div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.qslave.it/esseci-al-safety-expo-2017-2021-settembre/">Esseci al Safety Expo 2017 &#8211; 20/21 Settembre</a> proviene da <a href="https://www.qslave.it">QSlave</a>.</p>
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